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Edizione ECIG, Genova, 1994

La psicologia dello Yoga è una traduzione commentata degli Yoga Sutra di Patanjali, che finora è stato visto come un'opera di filosofia metafisica mentre a una più attenta lettura filologicamente fondata risulta essere un trattato tecnico sullo Yoga in quanto pratica psicofisica. Anzi esso può essere considerato il testo fondante della psicologia orientale, che precorre la psicologia occidentale di più di duemila anni: basti pensare alla scoperta dell'inconscio, che negli Yoga Sutra è chiaramente individuato e descritto come KarmaSaya (“deposito delle azioni”) (II, 12). Lo scopo dello Yoga (che significa unione) è sperimentare l'unione con la “coscienza cosmica” in una condizione di totale beatitudine (SatChitAnanda). Essa viene realizzata nel Kaivalya, il culmine del Samadhi, lo stato di trance ottenuto con la rarefazione del respiro (Pranayama), l'eliminazione delle sensazioni (Pratyahara), la concentrazione mentale su un oggetto astratto (Dharana), il vuoto mentale (Dhyana). Con questo testo scientificamente fondato, che costituisce una rivoluzionaria interpretazione del trattato classico dello Yoga, finalmente possiamo sapere cosa era lo Yoga alle sue origini (Raja Yoga) e quale è il suo vero obiettivo anche in tutte le sue forme moderne, dallo Hata Yoga ad oggi.
E' stato pubblicato a spese dell'Università di Genova in quanto risultato di un lavoro di ricerca universitaria. L'editore ECIG di Genova lo ha inserito in catalogo attribuendolo stranamente a un ignoto Gian Carlo Giacobbe.
E' reperibile su Internet (fai click sul libro).

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